NUOVO REGOLAMENTO INTERNO DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA MEDIATORI FAMILIARI. CHE COSA CAMBIA

Troviamo qui di seguito, divisi per capitoli, i principali cambiamenti occorsi e ratificati nell’ambito dell’Assemblea Annuale Generale dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari, a partire dalle consuetudini resesi necessarie nel tempo e ora integrate formalmente, grazie poi alla L. 4/2013 e in vista della Norma Tecnica UNI sul Mediatore Familiare.

 

INGRESSO IN ASSOCIAZIONE

L’ingresso nell’Associazione Italiana Mediatori Familiari è sempre avvenuto solo dopo il superamento di una serie di prove attestanti conoscenze, competenze e abilità possedute dal candidato socio, che deve aver acquisito il rispetto della deontologia. L’esame d’ingresso nazionale, può anche essere svolto direttamente presso le scuole di formazione eroganti corsi accettati e riconosciuti dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari, purché in presenza di un Osservatore inviato dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari stessa.

Che cosa cambia?

Cambiano i parametri formativi di base della professione, dunque, per coloro che, volendo associarsi all’Associazione Italiana Mediatori Familiari, avessero frequentato corsi non accettati e riconosciuti dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari stessa, ma sufficientemente formativi, ovvero della durata minima di 240 ore reali e frequentate in presenza di cui minimo 170 ore sulla mediazione familiare (così come descritta nello Statuto dell’Associazione), minimo 70 ore sulle materie complementari (così come descritte nello Statuto dell’Associazione), minimo 40 ore di stage di cui almeno 20 ore svolte attraverso attività attinenti alla mediazione familiare presso centri pubblici o esercizi privati di mediazione familiare e, infine, 40 ore di pratica guidata. La prova di competenza delle conoscenze, abilità, capacità e attitudine degli aspiranti soci viene testata attraverso l’esame d’ingresso nazionale.

Mentre, per coloro che, volendo associarsi all’Associazione Italiana Mediatori Familiari:

  1. a) fossero già associati ad altre associazioni nazionali di mediatori familiari iscritte al Ministero dello Sviluppo Economico, oppure
  2. b) avessero lasciato trascorrere quattro anni solari dalla conclusione della propria formazione riconosciuta dall’Associazione Italiana Mediatori familiari senza iscriversi, oppure
  3. c) avessero sospeso la propria iscrizione all’Associazione Italiana Mediatori Familiari per più di quattro anni solari, oppure
  4. d) fossero usciti dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari e vi volessero fare nuovamente ingresso, oppure
  5. e) fossero in possesso di laurea almeno triennale, attestazione comprovante la loro attività specifica di mediazione familiare almeno decennale e una lettera di presentazione di un Mediatore Familiare iscritto all’Associazione Italiana Mediatori Familiari che garantisca la loro competenza,

l’esame di ingresso nazionale consisterà in un colloquio orale con la Commissione d’Esame (consistente della descrizione della propria attività di mediazione familiare), e nell’esame pratico come sopra descritto (role-palying o gioco di ruolo).

 

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Tutti gli associati, pena l’esclusione dall’associazione per statuto devono sottoporsi a continuo aggiornamento professionale, finora fissato in 16 ore annue, comprendenti anche la supervisione professionale. Con il nuovo regolamento interno restano 16 ore di aggiornamento concernenti la frequenza a corsi di aggiornamento, corsi avanzati, convegni relativi alla mediazione familiare, e si aggiungono almeno 10 ore annue di supervisione professionale, condotte da mediatori familiari dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari qualificati da una formazione specifica (che si atterranno ad un tariffario specificato nel regolamento stesso).

 

COMMISSIONE DISCIPLINARE

La Commissione Disciplinare, istituita a partire dal gennaio 2013 ora ha assunto alcuni dei compiti prima in capo al Consiglio Direttivo dell’Associazione, ovverosia quello di verificare la correttezza professionale dei soci, accertando l’accaduto e prendendo provvedimenti, relativamente a segnalazioni da parte di: utenti/clienti mediati, soci dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari, persone e professionisti, associazioni ed enti privati e pubblici.

E’ stata inoltre istituita una procedura di reclamo interna: qualsiasi socio avesse notato e volesse segnalare irregolarità, comportamenti, comunicazioni e/o atteggiamenti dissonanti rispetto alle proprie aspettative di correttezza da parte di altri soci dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari, dovrà inviarne comunicazione scritta via e-mail al Coordinatore della Commissione Disciplinare, il quale avrà il compito di selezionare quanto sia da indirizzare o meno al vaglio della Commissione Disciplinare. Il Coordinatore della Commissione Disciplinare ha il compito di accogliere e gestire i diverbi tra i soci.

 

I CONSIGLIERI DI ZONA

Dal 2007 sono stati realizzati i Consigli Regionali, ovvero sedi locali dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari presso ogni regione, presso fornito dal Consigliere Regionale. L’incarico del Consigliere e del Vice-Consigliere è annuale, e può essere rinnovato per un massimo di tre mandati consecutivi.

Che cosa è cambiato? Oltre ad aver ripristinato la durata annuale, rinnovabile, è stato messo in elenco con i compiti del Consigliere Regionale il fatto che il Consiglio Regionale amministra il gruppo WhatsApp regionale, e che qualora volesse realizzare e amministrare, o solo amministrare nel caso fosse stata già realizzata, una pagina regionale dell’Associazione Regionale Mediatori Familiari su FaceBook (su cui pubblicherà personalmente e permetterà ai soci di pubblicare contenuti e informazioni rilevanti e qualificate attinenti la mediazione familiare), sarà del Consigliere Regionale ogni e qualsiasi responsabilità civile e penale relativa ai contenuti verbali e alle immagini della pagina regionale da lui amministrata.

Sono stati inoltre dettagliati i compiti dei Vice-Consigliere Regionale.

 

ACCETTAZIONE E RICONOSCIMENTO DEI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE PER MEDIATORI FAMILIARI

Essendo cambiati i parametri formativi, sono stati specificati nel regolamento tutti i parametri richiesti per il riconoscimento dei corsi da parte dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari.

Vediamo riassunti i principali cambiamenti e rimandiamo alla lettura del regolamento per la disanima completa.

L’intera formazione deve essere biennale (due anni solari completi dalla data della prima lezione alla data dell’esame di secondo livello).

Il numero delle ore di formazione teorico-pratica non dovrà essere inferiore a 240, dovranno essere ore reali (di 60 minuti) e frequentate in presenza con massimo il 20% di ore di assenza.

Vengono riconosciuti corsi svolti con formazione a distanza solo se comprendono almeno 180 ore di formazione teorico pratica in aula (frequentate in presenza), le ore di mediazione familiare devono essere svolte tutte in aula e non a distanza.

Il numero delle ore sulla mediazione familiare (teoria ed esercitazioni) non dovrà essere inferiore a 170. Vedasi lo Statuto per la definizione delle materie e degli argomenti ascrivibili alla mediazione familiare.

Il numero delle ore su materie e competenze complementari (vedasi lo Statuto per la definizione delle materie e degli argomenti ascrivibili alle materie complementari) non dovrà essere inferiore a 70.

Esame di primo livello: “idoneità alla pratica guidata supervisionata” composto da tesi, esame scritto e pratico (role-palying) con attribuzione di giudizio complessivo finale.

Esame di secondo livello: “qualifica professionale”, consistente in un colloquio valutativo basato su una tesi che descriva e analizzi il percorso formativo biennale e uno o più casi mediati personalmente dal candidato.

Presenza in commissione d’esame, sia di primo che di secondo livello, dell’Osservatore dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari.

Il numero delle ore di stage , da svolgersi prima dell’esame di primo livello, non dovrà essere inferiore a 40, ed è inteso come 20 ore almeno di pratica da svolgersi presso professionisti, centri e/o enti pubblici o privati che effettivamente svolgano sedute di mediazione familiare. Oltre allo stage, per l’esame di secondo livello, dovranno tenersi almeno 40 ore di supervisione didattica e professionale sui casi condotti personalmente dal candidato in qualità di mediatore familiare.

I corsi con i parametri stabiliti dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari precedenti sia alla pubblicazione della Norma Tecnica UNI, sia all’approvazione del presente regolamento interno e già riconosciuti dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari, permettono, al superamento dell’esame finale, l’ingresso in Associazione in qualità di Soci Idonei alla Pratica Guidata Supervisionata.

I soci potranno completare la propria formazione una volta associati, ed adeguarsi ai parametri descritti, ottenendo, al superamento del colloquio valutativo, la qualifica professionale di secondo livello, così come stabilito dalla norma tecnica UNI. In breve, con lo svolgimento della pratica guidata supervisionata (quindi con lo svolgimento di almeno un caso e la partecipazione a 40 ore di supervisione professionale) e la maturazione, per chi avesse alle spalle una formazione annuale di 180 ore, di altre 60 ore e un secondo anno di frequenza, al socio verrà consentito di svolgere il colloquio valutativo (esame orale), che se superato dà accesso alla qualifica di secondo livello: attestato di qualifica professionale, che dà accesso alla certificazione presso enti terzi (crf. Legge 4/2013 e Norma UNI).

 

La scelta dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari, crediamo sia quella di continuare ad offrire ai propri associati l’appartenenza ad un gruppo di riferimento solidale al suo interno e professionalmente competente nei confronti sia delle famiglie in crisi, sia dei professionisti del diritto, sociali e della salute.

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