Lisa Piovani – Il valore della diversità Coppie miste e mediazione familiare

Sono miste tutte le unioni coniugali concluse tra persone di
nazionalità, etnia e culture differenti se queste differenze provocano
una reazione da parte dell’ambiente sociale.
Bensimond e Lautman (1977)

Negli ultimi anni il fenomeno migratorio ha rappresentato sicuramente un fenomeno di grande interesse: il nostro Paese ha avuto modo di sperimentarsi anche come terra di immigrazione e non solo come terra di emigrazione. All’interno di questo quadro si è accompagnato il tema delle coppie miste, che rappresentano un fenomeno delicato e di attuale interesse per la società.


Le statistiche difficilmente riusciranno ad intercettare e comprendere pienamente in vissuto delle famiglie interraziali, ma sono tuttavia un punto di partenza per provare a conoscerlo meglio, in modo obbiettivo. Se è vero che le coppie miste sperimentano l’interruzione del rapporto coniugale prima rispetto alle altre, esse vantano però la stessa percentuale di separazioni e divorzi non conflittuali (consensuali). Molto probabilmente la difficoltà della relazione nel percepirsi parte della comunità e la mancanza del sostegno familiare, possono accelerare la cessazione del rapporto coniugale.
Ai mediatori familiari che si approcciano a coppie miste vengono richieste forti competenze culturali e la comprensione di pratiche intime come il matrimonio, la nascita di un figlio, l’essere genitori, etc. affinché possano essere d’aiuto per la soluzione creativa dei conflitti. Il mediatore deve dunque conoscere il contesto culturale di riferimento della coppia e si deve esprimere attraverso l’utilizzo di codici comunicativi semplici ed efficaci, talvolta attraverso l’utilizzo di una lingua veicolare, ma soprattutto deve avere un’apertura verso la diversità in senso lato. Chi possiede conoscenze e abilità nel comunicare con persone di diversa provenienza aiuta a ridurre gli stereotipi e i pregiudizi aumentando l’accettazione di differenze socioculturali.

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