Graziamaria Raschillà – Il benessere dei figli e la responsabilità genitoriale costruito nel percorso della Mediazione familiare

Questo lavoro nasce due anni di studio, scanditi da impegno e tanta dedizione. Mentre ero una semplice studentessa in legge già il fascino della mediazione familiare aveva conquistato il mio interesse e il mio intento era intraprendere una formazione post laurea sull’argomento per poter finalmente non sentire solo parlare di mediazione ma esserne a contatto. Cosi ho intrapreso questo percorso, anche se lo definirei per lo più una esperienza intensa di vita; sono venuta a contatto con realtà fino ad allora sconosciute e che ho cercato in qualche modo di fare mie, da cui imparare e farne un bagaglio culturale. Diverse sono state le meditazioni e i cambiamenti ma alla fine era certa l’intenzione di scrivere qualcosa di nuovo e diverso, qualcosa che potesse interessare e magari insegnare qualcosa all’esterno ma nello stesso tempo che potesse arricchirmi all’interno, qualcosa che mi coinvolgesse e mi appassionasse al lavoro. Un risultato che fosse la realizzazione di un qualcosa che rimanesse visibile e tangibile, ma soprattutto che fosse un trampolino di lancio in un futuro senza confini. Il tempo mi ha dato la possibilità di ampliare le mie

conoscenze, di approfondire argomenti, trovandone anche di nuovi appassionanti e interessanti. Interesse e motivazione sufficientemente forti mi hanno portato ad affrontare il tema della responsabilità genitoriale ancor prima dei suoi albori, passando per l’importante strumento della mediazione familiare attraverso la figura dei figli. Al giorno di oggi si assiste sempre più frequentemente alla disgregazione dell’istituzione familiare priva ormai di fondamenti e valori.
Campeggiano separazioni e divorzi facendo venire meno punti di riferimento e strutture portanti. Da qui nasce l’interesse ad affrontare tale tema e di quanto spesso sia difficile gestire conflitti dove sentimenti ed emozioni sono minati per un motivo o per un altro e finiscono per trasformarsi in qualcosa di negativo e devastante per chi le vive direttamente e per chi le vive di riflesso. La mia attenzione si concentra su coloro che sono al centro di questi conflitti, “genitori” e di riflesso “figli” i quali sono spesso succubi; mamma e papà sono troppo travolti dai litigi, dai risentimenti, da paure, da delusioni, insomma, da loro stessi, perché si possano accorgere di quanto i figli hanno bisogno di loro, della loro presenza del loro affetto e del loro amore. Si smette di essere una coppia ma mai di essere genitori. E’ qui che spesso viene meno la cosiddetta responsabilità genitoriale pesando cosi sul benessere dei figli. Ed è qui che entra in gioco la mediazione familiare, filo conduttore di tutto, spazio di vita in cui confrontarsi e acquisitore di consapevolezza e comprensione profonda. Con il mio lavoro voglio affrontare proprio questo passaggio, mettendo in evidenza come la mediazione possa far “riscoprire” l’importanza della responsabilità genitoriale in contesti in cui quest’ultima viene dimenticata.

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